mai, non sarò mai una mamma che compra tutto rosa per la sua bambina, mi ero detta molto tempo fa, prima della sua nascita, e infatti nel suo corredino pre natale c'era una copertina gialla, una tutina gialla, una tutina bianca, una nelle tonalità del sabbia, una tutona bianca e così via... ma poi, un giorno, una signora mi ha apostrofato dicendo:
"che bel bambino!"
e poi un altro giorno un'altra signora mi ha detto:
"è un maschietto, vero?"
e alla terza:
"o che caro piccolino!"
ho deciso che vanno bene tutti i colori, purché siano una tonalità di rosa!
sabato, febbraio 24, 2007
giovedì, febbraio 15, 2007
i suoi primi collant
Com'è strano entrare in un negozio di abbigliamento per neonati e comprare dei vestiti per una bambina di 6 mesi... lei cresce e il pensiero che esiste già un reparto che non è più per lei, quello dei neonati, mi fa pensare ancora una volta che il tempo ci sta fuggendo di mano...
Così, pensando che "ormai è grande", l'altro giorno ho deciso di comprarle il suo primo vestitino e il suo primo paio di collant: ho comprato il vestitino in saldo (5 euro) e poi ho scelto dei collant di lana, caldi caldi, da abbinare (6,5 euro!).
Dopo qualche giorno ecco l'occasione giusta per farglielo indossare: una cena in casa di amici. Dopo il bagnetto l'ho vestita accuratamente e alla fine, trionfante, l'ho presa in braccio e l'ho portata da papà: in quel preciso istante ha cominciato a piangere.
Cambiata, l'ho appena cambiata
provo a darle un po' di latte, non ne vuole,
provo a camminare tenendola in braccio, magari è stanca e vuole fare un pisolino, niente da fare,
forse ha una piccola colica, la capovolgo e le massaggio il pancino, continua a piangere,
la metto sulla sua seggiolina che di solito adora, ma niente,
forse ha freddo, e allora le infilo un altro giacchino, ancora niente,
piange sempre più forte
si agita
e allora ho un'illuminazione e ritorno sui miei passi:
la vado a cambiare, le tolgo il vestitino e piange ancora
e alla fine, le tolgo le calze
e all'improvviso smette di piangere e mi guarda sorridendo...
è bellissima e serena nella sua tutina morbida, i collant li metterà fra qualche anno...
Così, pensando che "ormai è grande", l'altro giorno ho deciso di comprarle il suo primo vestitino e il suo primo paio di collant: ho comprato il vestitino in saldo (5 euro) e poi ho scelto dei collant di lana, caldi caldi, da abbinare (6,5 euro!).
Dopo qualche giorno ecco l'occasione giusta per farglielo indossare: una cena in casa di amici. Dopo il bagnetto l'ho vestita accuratamente e alla fine, trionfante, l'ho presa in braccio e l'ho portata da papà: in quel preciso istante ha cominciato a piangere.
Cambiata, l'ho appena cambiata
provo a darle un po' di latte, non ne vuole,
provo a camminare tenendola in braccio, magari è stanca e vuole fare un pisolino, niente da fare,
forse ha una piccola colica, la capovolgo e le massaggio il pancino, continua a piangere,
la metto sulla sua seggiolina che di solito adora, ma niente,
forse ha freddo, e allora le infilo un altro giacchino, ancora niente,
piange sempre più forte
si agita
e allora ho un'illuminazione e ritorno sui miei passi:
la vado a cambiare, le tolgo il vestitino e piange ancora
e alla fine, le tolgo le calze
e all'improvviso smette di piangere e mi guarda sorridendo...
è bellissima e serena nella sua tutina morbida, i collant li metterà fra qualche anno...
sabato, febbraio 03, 2007
passeggiate che passione!
Al corso pre parto le psicologhe che intervengono ti mettono in guardia dicendoti che una delle cose più difficili da affrontare, dopo la nascita del tuo bambino o bambina, sarà la solitudine: passato il primo periodo in cui parenti e amici fanno la gara per venirti a trovare nei momenti più impensati e meno opportuni, ecco che inizia il periodo in cui tuo marito va al lavoro e tutto il mondo è impegnato a fare qualcosa da cui tu per un periodo sei esclusa.
Hai aspettato questo momento per tanto tempo e hai sognato i pomeriggi di sole a passeggiare in centro con la tua bimba nella carrozzina, mentre guardi le vetrine, sorseggi cappuccini di caffè d'orzo e chiaccheri con le amiche, ma non hai tenuto conto di alcuni particolari:
1) è quasi impossibile entrare nei mezzi pubblici con la carrozzina, quindi, se non abiti in centro, sei costretta a passeggiare lungo le poche vie che circondano la tua casa, al massimo un parchetto o un piccolo centro commerciale, se ti va bene un mercato rionale, e così spesso ti ritrovi al supermercato, dal panettiere o nel negozio più interessante dell'isolato: la farmacia
2) la maggior parte se non tutte le persone che ti piacerebbe frequentare sta lavorando o sta a 300 chilometri da casa tua
3) dal momento in cui decidi di fare una passeggiata al momento in cui esci veramente passano circa due ore durante le quali devi: vestirti, vestire la bambina, cambiarla, dargle da mangiare, metterle il tutone e il berrettino e sul più bello lei inizia ad urlare perché odia il tutone e odia stare nella carrozzina se non sta dormendo e quindi cerchi di farla addormentare ma con il tutone ha caldo e allora piange per il caldo e allora le togli il tutone e allora si addormenta e ti dispiace rischiare di svegliarla per rimetterle il tutone e allora la guardi beatamente dormire e anche tu ti togli il giaccone che nel frattempo avevi indossato per fare prima e ti siedi al pc per fare una passeggiata su internet aspettando la primavera...
Hai aspettato questo momento per tanto tempo e hai sognato i pomeriggi di sole a passeggiare in centro con la tua bimba nella carrozzina, mentre guardi le vetrine, sorseggi cappuccini di caffè d'orzo e chiaccheri con le amiche, ma non hai tenuto conto di alcuni particolari:
1) è quasi impossibile entrare nei mezzi pubblici con la carrozzina, quindi, se non abiti in centro, sei costretta a passeggiare lungo le poche vie che circondano la tua casa, al massimo un parchetto o un piccolo centro commerciale, se ti va bene un mercato rionale, e così spesso ti ritrovi al supermercato, dal panettiere o nel negozio più interessante dell'isolato: la farmacia
2) la maggior parte se non tutte le persone che ti piacerebbe frequentare sta lavorando o sta a 300 chilometri da casa tua
3) dal momento in cui decidi di fare una passeggiata al momento in cui esci veramente passano circa due ore durante le quali devi: vestirti, vestire la bambina, cambiarla, dargle da mangiare, metterle il tutone e il berrettino e sul più bello lei inizia ad urlare perché odia il tutone e odia stare nella carrozzina se non sta dormendo e quindi cerchi di farla addormentare ma con il tutone ha caldo e allora piange per il caldo e allora le togli il tutone e allora si addormenta e ti dispiace rischiare di svegliarla per rimetterle il tutone e allora la guardi beatamente dormire e anche tu ti togli il giaccone che nel frattempo avevi indossato per fare prima e ti siedi al pc per fare una passeggiata su internet aspettando la primavera...
mercoledì, gennaio 31, 2007
Cuba libre e tisane al finocchio
E va bene, quando sei in gravidanza lo sai, non si possono bere alcolici, né vino, né birra, né qualsiasi cocktail minimamente alcoolico, che, se anche non sono mai stata una grande bevitrice, comunque a volte, bere un bicchierino di qualcosa mi è davvero mancato.
E poi devi stare attenta a quello che mangi, non solo alla qualità, come è giusto che sia, e tralascio la tragedia che devono affrontare le donne che sono ricettive alla toxoplasmosi, che, per chi non lo sa, è una malattia assolutamente innocua per tutta la vita tranne che in quei fatidici nove mesi, e che ti impedisce di mangiare carne cruda (e chi se ne importa) ma anche tutti i salumi non cotti (quindi si salvano solo il prosciutto cotto e la mortadella, che però è talmente grassa da dover essere spesso evitata) e soprattutto frutta e verdura se non lavate alla perfezione (cosa noiosa da fare in casa e impossibile da fare fuori casa).
A parte la qualità, poi devi fare i conti con la quantità: pare che in gravidanza ogni briciola si trasformi istantaneamente in un corpo solido che si incunea nel tuo corpo sia esso sotto forma di lipide, glucidi o proteine... E ogni mattina, quando ti trovi a fare i conti con la tua bilancia, passi in rassegna gli yogurt che hai mangiato, la pasta, il sugo, la bistecca e il biscotto che ti sei concessa, e ti rendi conto che contare le calorie non serve a niente, che tanto ogni caloria è come se fosse un grammo di grasso che ti si attanaglia addosso, e non c'è niente da fare. Il tuo peso può oscillare di 500 grammi o anche di 700 o 800 da un giorno all'altro, senza che tu necessariamente abbia mangiato un maialino intero!
Detto questo aspetti con ansia (per tanti altri motivi) la fine della gravidanza e poi... poi ti trovi a fare i conti con l'allattamento al seno e con le coliche gassose del tuo piccolo bambino, che urla in diversi momenti della giornata e ti fa ogni volta sentire penosamente in colpa per qualsiasi cosa tu abbia mangiato (latte, dolci, formaggi), o bevuto: quindi, niente alcool in gravidanza, e niente alcool durante l'allattamento, ma solo tisane al finocchio che fanno tanto bene alla digestione di entrambi...
ma allora, quando lo potrò bere il mio prossimo Cuba libre?
E poi devi stare attenta a quello che mangi, non solo alla qualità, come è giusto che sia, e tralascio la tragedia che devono affrontare le donne che sono ricettive alla toxoplasmosi, che, per chi non lo sa, è una malattia assolutamente innocua per tutta la vita tranne che in quei fatidici nove mesi, e che ti impedisce di mangiare carne cruda (e chi se ne importa) ma anche tutti i salumi non cotti (quindi si salvano solo il prosciutto cotto e la mortadella, che però è talmente grassa da dover essere spesso evitata) e soprattutto frutta e verdura se non lavate alla perfezione (cosa noiosa da fare in casa e impossibile da fare fuori casa).
A parte la qualità, poi devi fare i conti con la quantità: pare che in gravidanza ogni briciola si trasformi istantaneamente in un corpo solido che si incunea nel tuo corpo sia esso sotto forma di lipide, glucidi o proteine... E ogni mattina, quando ti trovi a fare i conti con la tua bilancia, passi in rassegna gli yogurt che hai mangiato, la pasta, il sugo, la bistecca e il biscotto che ti sei concessa, e ti rendi conto che contare le calorie non serve a niente, che tanto ogni caloria è come se fosse un grammo di grasso che ti si attanaglia addosso, e non c'è niente da fare. Il tuo peso può oscillare di 500 grammi o anche di 700 o 800 da un giorno all'altro, senza che tu necessariamente abbia mangiato un maialino intero!
Detto questo aspetti con ansia (per tanti altri motivi) la fine della gravidanza e poi... poi ti trovi a fare i conti con l'allattamento al seno e con le coliche gassose del tuo piccolo bambino, che urla in diversi momenti della giornata e ti fa ogni volta sentire penosamente in colpa per qualsiasi cosa tu abbia mangiato (latte, dolci, formaggi), o bevuto: quindi, niente alcool in gravidanza, e niente alcool durante l'allattamento, ma solo tisane al finocchio che fanno tanto bene alla digestione di entrambi...
ma allora, quando lo potrò bere il mio prossimo Cuba libre?
lunedì, gennaio 29, 2007
lunedì, gennaio 01, 2007
è nata
lo so, è passato più di un mese, non dovrebbe essere questa la frequenza dei post in un blog, ma mi autogiustifico: è nata!!!
finalmente è nata!
forse è un luogo comune dire che le prime settimane sei completamente assorbita da questa nuova vita, ma è così: passi le ore a cambiarla, ad allattarla, e sperando che si addormenti e quando si addormenta la guardi e non vedi l'ora che si svegli perché ti manca e vorresti prenderla in braccio o, più spesso, perché il seno pieno di latte ti fa talmente male che vorresti strizzartelo da sola...
avrei molto da dire sulla sua nascita: il dolore del travaglio, la rottura delle acque, le spinte, ma il momento che ti rimane dentro è il momento in cui i suoi occhi spalancati e miopi si fissano nei tuoi, mentre per la prima volta ti sta rannicchiata sul petto, appena coperta da un telo e ancora tutta unta... ed è la cosa più bella che tu abbia mai visto, è il miracolo che non avresti mai pensato di vivere, e poi, come un animaletto, un po' ansimando e torcendosi maldestramente e un po' grugnendo, si fa strada sul tuo petto alla ricerca della sua nuova fonte di vita, in cerca di quel capezzolo dal quale dipenderà per parecchi mesi... e quando lo trova ci si attacca con una foga che non avresti mai immaginato...
allora non riesci a trattenere le lacrime, di gioia, di stupore, di incredulità, di ringraziamento, di amore...
finalmente è nata!
forse è un luogo comune dire che le prime settimane sei completamente assorbita da questa nuova vita, ma è così: passi le ore a cambiarla, ad allattarla, e sperando che si addormenti e quando si addormenta la guardi e non vedi l'ora che si svegli perché ti manca e vorresti prenderla in braccio o, più spesso, perché il seno pieno di latte ti fa talmente male che vorresti strizzartelo da sola...
avrei molto da dire sulla sua nascita: il dolore del travaglio, la rottura delle acque, le spinte, ma il momento che ti rimane dentro è il momento in cui i suoi occhi spalancati e miopi si fissano nei tuoi, mentre per la prima volta ti sta rannicchiata sul petto, appena coperta da un telo e ancora tutta unta... ed è la cosa più bella che tu abbia mai visto, è il miracolo che non avresti mai pensato di vivere, e poi, come un animaletto, un po' ansimando e torcendosi maldestramente e un po' grugnendo, si fa strada sul tuo petto alla ricerca della sua nuova fonte di vita, in cerca di quel capezzolo dal quale dipenderà per parecchi mesi... e quando lo trova ci si attacca con una foga che non avresti mai immaginato...
allora non riesci a trattenere le lacrime, di gioia, di stupore, di incredulità, di ringraziamento, di amore...
martedì, novembre 21, 2006
manca solo una settimana... così dice il calendario... ma questa bambina a quanto pare non ha fretta e probabilmente, avendo pagato un affitto per nove mesi non intende andarsene prima, come darle torto? del resto chi le garantisce quello che verrà dopo? io sto cercando di rassicurarla ma di certo, non conoscendo il significato della maggior parte delle parole che le dico, non si rende conto di quanto potrà essere bello per lei dover piangere per mangiare, cosa che ora fa tranquillamente in automatico, piangere per farsi scaldare, cosa di cui ora non si deve preoccupare minimamente, piangere per farsi cambiare, cosa di cui oggi non ha minimamente bisogno...
le do ragione su tutta la linea... e questi sono solo esempi delle sue difficoltà dei primi giorni, non parliamo poi del resto della sua vita...
la dottoressa di questa mattina ha detto che tentava di "scollarci": non ho capito bene che cosa intendesse fare ma mi ha fatto un male cane e ho deciso di non farmi scollare mai più da nessuno, specialmente se non mi spiega prima che cosa significa e come intende farlo...
le do ragione su tutta la linea... e questi sono solo esempi delle sue difficoltà dei primi giorni, non parliamo poi del resto della sua vita...
la dottoressa di questa mattina ha detto che tentava di "scollarci": non ho capito bene che cosa intendesse fare ma mi ha fatto un male cane e ho deciso di non farmi scollare mai più da nessuno, specialmente se non mi spiega prima che cosa significa e come intende farlo...
martedì, ottobre 17, 2006
quanto manca?
è un maschio o una femmina?
e come la chiamerà?
sono le tre domande che ormai mi fanno d'ufficio ogni volta che incontro anche uno sconosciuto, soprattutto le commesse dei negozi, sanno che se compri una camicia da notte, una vestaglia, una borsa, fanno tutte parti di un kit di nascita che stai preparando...
ma io mi sto preparando?
intorno a me chi mi racconta le sue esperienze, chi mi guarda sconsolato, chi mi chiede informazioni che non so... non so come sarà, come mi comporterò, come farò a superare quel momento che poi sarà solo l'inizio di una grande avventura... mi sto informando, ma, quanto serve leggere libri?
ne ho letti alcuni che parlano di neonati, di regole da imporre loro, di tempo da prendersi per sé anche mentre loro sono così piccoli...
quando parlo con chi ci è passato, da poco o da molto, si fa quattro risate:
regole? non ne esistono...
e mi sa che hanno ragione...
è un maschio o una femmina?
e come la chiamerà?
sono le tre domande che ormai mi fanno d'ufficio ogni volta che incontro anche uno sconosciuto, soprattutto le commesse dei negozi, sanno che se compri una camicia da notte, una vestaglia, una borsa, fanno tutte parti di un kit di nascita che stai preparando...
ma io mi sto preparando?
intorno a me chi mi racconta le sue esperienze, chi mi guarda sconsolato, chi mi chiede informazioni che non so... non so come sarà, come mi comporterò, come farò a superare quel momento che poi sarà solo l'inizio di una grande avventura... mi sto informando, ma, quanto serve leggere libri?
ne ho letti alcuni che parlano di neonati, di regole da imporre loro, di tempo da prendersi per sé anche mentre loro sono così piccoli...
quando parlo con chi ci è passato, da poco o da molto, si fa quattro risate:
regole? non ne esistono...
e mi sa che hanno ragione...
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